sab 01 settembre 2018
Glucagone, alleato nella prevenzione delle ipoglicemie da esercizio fisico
L’ipoglicemia è una complicanza della terapia insulinica, che può essere anche fatale. In condizioni normali, il glucagone agisce come ormone controregolatore per innalzare i livelli di glicemia e contrastare il pericolo dell’ipoglicemia. Questo fondamentale meccanismo di protezione viene a mancare nel diabete tipo 1. La conseguenza è che la combinazione terapia insulinica + alterazione della controregolazione fatta dal glucagone porta ad un rischio molto elevato di ipoglicemia. Quando sono frequenti le ipoglicemie lievi si possono controllate con l’ingestione di carboidrati semplici ma la conseguenza potrebbe essere quella di un incremento di peso. Inoltre, se gli episodi di ipoglicemia sono numerosi, mettono la persona con diabete a rischio di ipoglicemie inavvertite.
Per decenni il glucagone è stato somministrato come trattamento di emergenza nelle ipoglicemie gravi. Il farmaco deve essere ricostituito da polvere liofilizzata e utilizzato immediatamente, poiché si degrada in breve tempo; la dose standard è pari a 1 mg (1000 mcg). Per superare questi limiti sono state prodotte forme stabili di glucagone, che possono essere somministrate anche non in condizioni di emergenza, come mini dosi di glucagone oppure attraverso dispositivi per il rilascio automatico di glucagone.
Il concetto di mini dosi di glucagone, cioè di dosi ben al di sotto di quanto viene somministrato in emergenza, è noto dal 2000, quando furono pubblicati i primi dati sul loro utilizzo nel trattare crisi ipoglicemiche imminenti o lievi. Nel numero di settembre di Diabetes Care vengono pubblicati i risultati della somministrazione di mini dosi di glucagone per prevenire le ipoglicemie correlate all’esercizio fisico. I ricercatori dimostrano che l’utilizzo di 150 mcg di glucagone previene l’ipoglicemia durante l’esercizio fisico. Anche la somministrazione di glucosio pari a 40 gr previene l’ipoglicemia ma porta a significative iperglicemie in un terzo dei soggetti arruolati nello studio. Invece, la riduzione del 50% dell’insulina basale 5 minuti prima di iniziare la seduta di esercizio porta a ipoglicemie in un terzo dei partecipanti.

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