sab 17 marzo 2012
L’infezione da Helicobacter pylori aumenta il rischio di sviluppare diabete tipo 2?

Helicobacter pylori è un batterio che può infettare il rivestimento interno dello stomaco e si calcola che sia presente in metà della popolazione mondiale.

La maggior parte delle persone infettate da questo batterio non presenta sintomi e non svilupperà mai alcun problema, mentre altri manifesteranno disturbi a carico del tratto digerente.

Da qualche tempo però si parla sempre più del ruolo che potrebbe avere l’infezione cronica da Helicobacter pylori nello sviluppo di una malattia così frequente come il diabete tipo 2. 
Le infezioni croniche nel nostro organismo portano ad un’attivazione continua del sistema immunitario, con innalzamento delle concentrazioni plasmatiche di proteine infiammatorie, che hanno come conseguenza quella di indurre insulinoresistenza e quindi di gettare le basi per lo sviluppo della malattia diabetica.

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Diabete tipo 1 e allergie: due malattie così diverse hanno in comune fattori ambientali e genetici?

L’ecologia studia i rapporti tra organismi viventi e ambiente circostante e permette di individuare quei fattori ambientali che favoriscono lo sviluppo di determinate malattie.
Un ulteriore contributo a questa scienza è venuto dal dottor Peter Fsadni con i suoi collaboratori, che ha osservato come nel mondo i casi di diabete tipo 1 siano più numerosi in quei Paesi dove risulta più elevata la frequenza di malattie allergiche.

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lun 06 febbraio 2012
Alzarsi ogni tanto dalla scrivania aiuta

Uno studio australiano suggerisce pause frequenti per chi svolge lavori sedentari per prevenire diabete di tipo 2 e altri disturbi correlati.

Alzarsi dalla scrivania, stiracchiarsi e fare quattro passi: basta questo, secondo i ricercatori del Baker IDI Hearth and Diabetes Institute di Melbourne, per abbassare i livelli di glucosio e insulina nel sangue fino al 30%, aiutando a prevenire diabete e disturbi cardiovascolari in chi svolge un lavoro sedentario.

Per chi lavora in ufficio e sta seduto per molte ore al giorno, due minuti di attività leggera e ripetuta, come può essere alzarsi dalla sedia e andare alla stampante oppure fare le scale invece di prendere l’ascensore, possono infatti contribuire a tenere sotto controllo i picchi di zuccheri nel sangue che si verificano soprattutto dopo i pasti. Purchè si faccia una piccola pausa ogni 20 minuti, come è emerso dallo studio australiano condotto su lavoratori sedentari di 45-65 anni di età con problemi di sovrappeso o obesità: nei partecipanti che hanno interrotto l’attività lavorativa per brevi sessioni di attività fisica ripetute nel corso della giornata, infatti, sono stati registrati livelli di glucosio e insulina significativamente più bassi rispetto a chi stava seduto alla scrivania per 5 ore di fila senza alcuna pausa.



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gio 01 gennaio 1970
Obesità: fatti non parole vuote ......
Lotta senza tregua all'obesità, partendo dalla demolizione di falsi miti e credenze infondate. Secondo una ricerca effettuata da un gruppo di autorevoli nutrizionisti (The New England Journal of Medicine, 2013; 368:446-454), in materia di obesità sono in circolazione molte convinzioni infondate e, solo dopo un attento esame delle evidenze scientifiche, è possibile identificare miti, credenze e fatti provati.
I MITI - Appartiene a questa categoria l’asserzione che piccole modifiche costanti dell’assunzione di calorie avranno un effetto importante a lungo termine: gli studi la smentiscono. Smantellata anche la vecchia convinzione che valgono di più piccole perdite di peso progressive piuttosto che un dimagrimento rapido e importante.

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Obesità: fatti non parole vuote ......
Lotta senza tregua all'obesità, partendo dalla demolizione di falsi miti e credenze infondate. Secondo una ricerca effettuata da un gruppo di autorevoli nutrizionisti (The New England Journal of Medicine, 2013; 368:446-454), in materia di obesità sono in circolazione molte convinzioni infondate e, solo dopo un attento esame delle evidenze scientifiche, è possibile identificare miti, credenze e fatti provati.
I MITI - Appartiene a questa categoria l’asserzione che piccole modifiche costanti dell’assunzione di calorie avranno un effetto importante a lungo termine: gli studi la smentiscono. Smantellata anche la vecchia convinzione che valgono di più piccole perdite di peso progressive piuttosto che un dimagrimento rapido e importante.

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