gio 05 luglio 2018
Come riconoscere e trattare la gastroparesi diabetica
Il diabete è tra le cause più frequenti di gastroparesi, una forma di neuropatia che porta a un rallentamento progressivo dello svuotamento gastrico, con sintomi che vanno da una sensazione di gonfiore a un senso di sazietà precoce fino all’impossibilità di alimentarsi per frequenti episodi di vomito.
L’iperglicemia nel tempo può danneggiare il nervo vago, che controlla i movimenti della muscolatura propria del sistema digestivo. Il risultato è il rallentamento del transito del cibo, che può diventare così grave da impedire il passaggio degli alimenti dallo stomaco all’intestino. Una conseguenza della gastroparesi è l’estrema variabilità glicemica, indipendente dalla effettiva composizione del pasto e legata esclusivamente all’assorbimento molto irregolare dei carboidrati.
La valutazione iniziale prevede l’esecuzione di una esofagogastroduodenoscopia (EGDS) e di una ecografia addominale, per escludere cause gastroenterologiche con sintomi simili. Poi, potrebbe essere necessario valutare il transito gastrointestinale con esami specifici.
Una volta confermata la diagnosi di gastroparesi diabetica, sarà importante rivedere la composizione dei pasti e la loro frequenza.

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dom 17 giugno 2018
Chirurgia e diabete
Nel numero di giugno di Diabetes Care sono stati pubblicati I risultati di uno studio australiano sul rischio di complicanze post-operatorie in relazione alla presenza di malattia diabetica e al livello di compenso glicemico, valutato con la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c).
Lo studio è stato condotto tra il maggio 2013 e il gennaio 2016 e ha coinvolto 7565 pazienti chirurgici di età maggiore o uguale a 54 anni, afferenti all’Ospedale universitario di Melbourne, in Australia. La diagnosi di diabete si basava sulla storia clinica o sul riscontro di HbA1c maggiore o uguale a 6.5% (48 mmol/mol). La diagnosi di prediabete veniva formulata se l’HbA1c era compresa tra 5.7 e 6.4% (39 e 48 mmol/mol). Le persone con HbA1c <5.7% (39 mmol/mol) venivano classificate come normoglicemiche. Tutti i pazienti arruolati venivano seguiti per sei mesi.
Tra i 7565 pazienti chirurgici il 30% era diabetico e il 37% era affetto da prediabete. La presenza della malattia diabetica si correlava ad un maggiore mortalità post-operatoria e ad una maggiore incidenza di complicanze. Non solo, ma i pazienti diabetici avevano un maggior rischio di essere trasferiti

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mar 12 giugno 2018
12 GIUGNO - PRIMA GIORNATA INTERNAZIONALE SULLA NAFLD
La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è la principale epatopatia del mondo occidentale, con una prevalenza nella popolazione generale del 30% circa. La sua forma più aggressiva è la steatoepatite (NASH) e oggi 12 giugno si celebra la prima giornata internazionale su questo tema piuttosto caldo.
Si calcola che nel 2020 la NASH sarà la prima causa di trapianto di fegato negli Stati Uniti e la sua prevalenza aumenterà progressivamente in associazione con l'epidemia di diabete e obesità. Purtroppo la NASH lavora in silenzio, senza sintomi, e rischia di essere sottovalutata, fino a manifestarsi con le conseguenze più estreme, come l'insufficienza epatica e il carcinoma epatico.
Esiste una stretta associazione tra steatosi e diabete; il 70.80% dei diabetici ha la steatosi e il diabete è presente nel 30% dei pazienti con steatosi, che di per sè è un fortissimo fattore di rischio per lo sviluppo di diabete. La coesistenza di entrambe le patologie espone il paziente a complicanze molto più severe. I complessi meccanismi eziopatogenetici che sono alla base di queste patologie richiedono competenze internistiche e capacità

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mar 22 maggio 2018
Dagli Stati Uniti una conferma: i turni di notte fanno male alla salute.
I lavoratori che fanno turni di notte rappresentano il 20% della forza lavoro. L’inversione forzata del ritmo sonno-veglia non giova alla loro salute e li espone a un maggior rischio dal punto di vista metabolico. Alcuni studi hanno già messo in evidenza che questi lavoratori sono a maggior rischio di sviluppare diabete ed obesità.
Un gruppo di ricercatori statunitensi ha rilevato che già dal secondo giorno di inversione del ritmo sonno-veglia molte proteine circolanti presentano dei livelli alterati, arrivando a invertire l’andamento della loro secrezione, con livelli più elevati di notte quando normalmente raggiungono concentrazioni molto ridotte, e viceversa.

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mer 09 maggio 2018
QUANTO SAPPIAMO DI SALUTE DELLA BOCCA ?
Tra malattia diabetica e bocca la relazione è molto pericolosa ma ignorata da 6 diabetici su 10: il 42% circa delle persone con diabete è consapevole del legame e il 49% non ha mai ricevuto informazioni sul tema. Ma quali sono le dimensioni del problema “salute della bocca”? Il 28,5% segnala "problematica" la propria salute orale, il 76% riferisce di aver perso uno o più denti naturali e molti sperimentano sanguinamenti, retrazioni gengivali, secchezza, alitosi e ulcere. Questi risultati sono emersi da un'inchiesta condotta dalla FAND- Associazione Italiana Diabetici in collaborazione con l'Accademia italiana di odontoiatria protesica (AIOP), che fa da prologo a una campagna di sensibilizzazione sulla salute della bocca: “Il diabete e i miei denti”.
Il 36% delle persone con diabete che hanno partecipato a queste interviste ha dichiarato di andare dal dentista ogni due anni o anche ad intervalli più lunghi; il 20% non si sottopone a valutazione odontoiatrica da più di cinque anni. Sempre da questa ricerca emerge che molti soggetti che hanno perso elementi dentari non li hanno reintegrati con protesi. Questo comporta il peggioramento della funzione masticatoria, compromettendo la capacità di alimentarsi correttamente e di masticare il cibo efficacemente.

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