dom 19 marzo 2017
Le infezioni da Candida: riconoscerle per risolverle
Spesso le persone con diabete arrivano a evitare di discutere con il loro medico dei disturbi da infezione micotica, perchè ritengono che siano sintomi ricorrenti e difficili da debellare. Le infezioni micotiche più frequenti sono legate alla crescita fuori controllo di un fungo, che può essere presente sulla pelle o sulle mucose, noto come Candida albicans. Per esempio, i sintomi di un’infezione vaginale da Candida sono prurito, bruciore, e la presenza di secrezioni biancastre mentre i sintomi cutanei sono una zona di ipopigmentazione oppure un eritema pruriginoso alle pieghe inguinali o sottomammarie.
Uomini e donne diabetici a rischio sono soprattutto quelli con glicemie fuori controllo, perché sono proprio le concentrazioni di glucosio elevate nell’organismo che fanno da terreno favorevole allo sviluppo della Candida. Inoltre, alcune cellule del sistema immunitario, che sono coinvolte nei processi di difesa dall’infezione fungina, non sono così efficaci in queste situazioni; ad esempio, i granulociti neutrofili hanno difetti sia nelle attività di movimento sia nelle reazioni enzimatiche.

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dom 05 marzo 2017
Vantaggi dalla chirurgia bariatrica quando si ha il prediabete ?
Con il termine di prediabete si indica una condizione di alterata glicemia a digiuno (impaired fasting glucose, IFG) o di alterata tolleranza glucidica (impaired glucose tolerance, IGT), che viene sempre più considerata una condizione predisponente non solo al diabete mellito ma anche a complicanze microvascolari e macrovascolari, che possono essere diagnosticate precocemente in persone con IFG o IGT. Pochi giorni fa sono stati pubblicati su The Lancet i risultati di uno studio che ha valutato l’incidenza a lungo termine della malattia diabetica microvascolare in soggetti affetti da obesità e sottoposti a chirurgia bariatrica in relazione alla loro condizione di controllo glicemico prima dell’intervento. Lo studio tutto svedese, coordinato dalla professoressa Lena Carlsson, ha arruolato 4047 soggetti di età compresa tra 37 e 60 anni, tutti obesi, suddivisi a loro volta in due gruppi: il primo rappresentato da 2010 persone sottoposte a intervento di chirurgia bariatrica e il secondo composto da 2037 persone, che costituivano i controlli. Per tutti i soggetti erano disponibili i dati clinici e di laboratorio

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mar 28 febbraio 2017
DIABETE E FEGATO GRASSO: COPPIA DIABOLICA !
La steatosi epatica non alcolica (non alcoholic fatty liver disease, NAFLD) fino ad oggi è sempre stata una malattia seguita esclusivamente dagli epatologi ma ormai è assodato che debba essere sempre presente nello scenario degli ambulatori di diabetologia. Infatti, il diabete mellito tipo 2 peggiora il decorso della NAFLD e la malattia del fegato rende la gestione del diabete più impegnativa. Non è ancora completamente chiaro cosa cementi questo rapporto “pericoloso” tra diabete e NAFLD.
La crescente prevalenza di NAFLD è spesso attribuita all’epidemia di obesità e spesso questa malattia epatica è definita in modo un po’ affrettato la "manifestazione epatica della sindrome metabolica". In realtà, NAFLD si può osservare anche in soggetti senza obesità e senza altre manifestazioni della sindrome metabolica. Resta il fatto che il diabete

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gio 16 febbraio 2017
Troppo zucchero ai bambini? Il fegato sicuramente NON ringrazia ….
E’ di questi giorni la pubblicazione dei risultati di una ricerca del Bambino Gesù di Roma, che evidenzia gli effetti nocivi, addirittura paragonabili all’alcool, a livello epatico di un consumo eccessivo di fruttosio, zucchero largamente utilizzato nell'industria alimentare. A differenza del glucosio, che può essere utilizzato quasi da ogni cellula del nostro organismo, il fruttosio viene metabolizzato esclusivamente dal fegato, perché lì si trova il suo trasportatore.
La ricerca è stata condotta tra il 2012 e il 2016 su 271 soggetti obesi in età pediatrica affetti da steatosi epatica (fegato grasso). Un bambino su 2 presentava concentrazioni plasmatiche molto elevate di acido urico. Questo acido è uno dei prodotti finali del metabolismo del fruttosio nel fegato e, prodotto in grandi quantità, contribuisce allo sviluppo di insulino resistenza, che è il motore principale della steatosi epatica. Attraverso ulteriori indagini,

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ven 03 febbraio 2017
E-health …… health literacy …… ovvero l’uso consapevole delle info in rete
Nei giorni scorsi si è svolto a Roma un incontro dal tema “E-Health tra bufale e verità: le due facce della salute in rete” organizzato da Ibsa Foundation for Scientific Research e Cittadinanzattiva per discutere i risultati di una ricerca condotta sull’uso del web nella ricerca di informazioni sulla salute. Più dell’88% degli italiani consulta internet quando ha bisogno di informazioni sulla salute ma non vi è un giusto livello di diffidenza per discriminare le notizie utili dalle …. bufale.
Gli intervistati tra i 24 e i 34 anni utilizzano intensamente il web per le ricerche ma sono più diffidenti rispetto agli ultra quarantenni. Diffidenti “a prescindere” perché utilizzano poco il web e lo percepiscono come fonte “ad alto rischio” sono gli ultra sessantenni. Il dato più allarmante è relativo alla bufale in rete e, in particolare, sui social: quasi la metà degli intervistati non sembra preoccuparsene.

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