lun 19 settembre 2016
CHE COSA FA IL TRIALNET ?
TrialNet è un consorzio internazionale di centri clinici di ricerca sul diabete tipo 1 con lo scopo di studiare ogni strategia terapeutica per la prevenzione del diabete, mediante lo sviluppo di farmaci in grado di arrestare la reazione autoimmunitaria. TrialNet è caratterizzato da una rete internazionale di collaborazione scientifica, con sedi negli Stati Uniti, in Canada, in Europa e in Australia/Nuova Zelanda. I ricercatori che vi lavorano sono esperti tanto nello studio del sistema immunitario umano che nello studio del diabete.
Il consorzio TrialNet è attivo in differenti settori di ricerca: anzitutto studi sulla storia naturale del diabete tipo 1 per conoscere meglio le cause e i fattori di rischio associati allo sviluppo del diabete di tipo 1; studi di prevenzione del diabete, valutando terapie mirate a prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete tipo 1, in soggetti con fattori di rischio identificati; studi di intervento sul diabete di recente insorgenza, durante i quali vengono valutate nuove terapie per preservare la secrezione residua di insulina nei soggetti in cui sia stato diagnosticato di recente il diabete tipo 1.
I centri di ricerca in Italia sono presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Ospedale Gaslini di Genova. Per maggiori info consultare il sito diabetestrialnet.org oppure dri.hsr.it
ven 09 settembre 2016
Progetto PATHWAYS: volete aderire?
Nell’ambito del progetto europeo PATHWAYS (PArticipation To Healthy Workplaces And Inclusive Strategies in the Work Sector), coordinato dalla Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e finanziato dalla Commissione Europea per la Salute, prende avvio un’indagine pubblica che ha l’obiettivo di individuare i bisogni e le difficoltà sperimentati dalle persone con malattie croniche in ambito lavorativo. La conoscenza dei principali bisogni e delle necessità riportate permetterà di migliorare le strategie attuate dai vari Paesi europei partecipanti, per l’inserimento e il reinserimento professionale delle persone con malattie croniche, che spesso sperimentano problemi legati al lavoro, con una serie di conseguenze negative sul piano individuale e non solo. L’attuale crisi economica, unitamente all’aumento dell’incidenza delle malattie croniche nella popolazione generale, rende tale questione ancora più problematica e richiede strategie innovative per promuovere un rapporto equilibrato di domanda ed offerta sul mercato del lavoro. Quindi, l’indagine è rivolta a tutte le persone in età lavorativa (che lavorino attualmente oppure che abbiano avuto almeno un’esperienza lavorativa), residenti in Italia, e affette da una malattia cronica, in particolare da una delle seguenti patologie: emicrania, depressione, DIABETE, mal di schiena, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatia ischemica.
Se chi sta leggendo ora rispondesse a queste caratteristiche, potrebbe partecipare all’indagine compilando il questionario, in forma anonima, che troverà al seguente link: https://goo.gl/forms/jlAWJhao0jGI0CTD3
lun 29 agosto 2016
OMEGA-3 E RIDUZIONE DEL RISCHIO DI RETINOPATIA
Mangiare ogni settimana almeno due porzioni di pesce azzurro, ricco di omega-3, potrebbe aiutare le persone anziane o di mezza età con diabete tipo 2 a ridurre il rischio di retinopatia diabetica. E’ quanto emerge dalla pubblicazione dei risultati dello studio PREDIMED, condotto su soggetti con diabete tipo 2, sottoposti a intervento nutrizionale per testare le diete mediterranee integrate con olio extravergine di oliva o con noci rispetto a una dieta a basso contenuto di grassi. I ricercatori dello studio PREDIMED, dopo aver corretto i dati per età, sesso e gruppo di intervento, hanno trovato che

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mar 16 agosto 2016
CHE COSA SIGNIFICA LA DIAGNOSI DI NAFLD ?
Ricordiamo che la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è la più comune causa di epatopatia cronica nei Paesi Industrializzati con una prevalenza del 17-46% della popolazione adulta, con differenze rispetto alla metodica diagnostica utilizzata, al sesso, e all’etnia. Essendo tipicamente caratterizzata da uno stato di insulino-resistenza (IR) questa patologia risulta strettamente associata alla sindrome metabolica (SM) e alle sue singole componenti, in particolare alla presenza di T2DM e all’obesità. Infatti, in queste tipologie di pazienti la prevalenza di malattia si aggira attorno al 40-60% nei diabetici e al 90% negli obesi sottoposti a chirurgia bariatrica, sfiorando il 100% quando queste categorie vengono combinate. Tuttavia, la NAFLD è anche presente nel 7% di soggetti normopeso, che sono più tipicamente di sesso femminile, giovani e con transaminasi nella norma.

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Steatosi epatica non alcolica: non guardiamo solo i danni che può provocare al fegato !
In questo mese sono stati pubblicati su Diabetes Care i risultati di uno studio italiano, che ha dimostrato che la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è un fattore di rischio indipendente per aritmie ventricolari in soggetti con diabete mellito tipo 2 (T2DM). Un gruppo di ricercatori dell'Università di Verona, capitanati dal prof. Giovanni Targher, ha analizzato tutti i dati da 330 soggetti con diabete tipo 2 sottoposti a registrazione Holter ECG per 24 ore, escludendo quelli con fibrillazione atriale, grave insufficienza renale e malattia epatica nota. I soggetti con diabete tipo 2 e NAFLD erano 238, pari al 72% della popolazione studiata; confrontati con gli altri soggetti diabetici senza NAFLD, avevano una prevalenza significativamente più elevata di aritmie ventricolari (complessi ventricolari prematuri >30/ora 19.3% vs. 6.5%; tachicardia ventricolare non sostenuta 14.7% vs. 4.3%; entrambe 27.3% vs. 9.8%).

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