mar 21 novembre 2017
Alzi la mano chi conosce la medicina traslazionale, futuro prossimo per la cura del diabete tipo 1
Che cosa vuol dire medicina traslazionale? Si tratta di una branca interdisciplinare del campo biomedico supportata da tre capisaldi "benchside, bedside, and community", ossia dal laboratorio, al letto del paziente, alla comunità.
Dalla medicina traslazionale arrivano dati promettenti, che in un futuro prossimo si potrebbero tradurre nella possibilità di curare il diabete tipo 1. E’ di questi giorni la pubblicazione su Science Translational Medicine dei risultati di una ricerca capitanata dal dottor Paolo Fiorina, a capo del Centro di ricerca pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School.
Di cosa si tratta? Di applicare la terapia genica per correggere un difetto nelle cellule staminali ematopoietiche in corso di diabete tipo 1. Il gruppo di ricercatori è riuscito a curare il diabete tipo 1 nel topo, utilizzando cellule staminali geneticamente corrette.

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lun 06 novembre 2017
Donne e diabete: il tema della giornata mondiale 2017 dedicata al diabete
In tutta Italia, in occasione della giornata mondiale del diabete, sono stati messi in calendario numerosi eventi dedicati al diabete non solo per il 14 novembre ma da oggi al 18 novembre. Il tema del 2017 è “le donne ed il diabete”, in particolare il diabete gestazionale. Nel mondo sono 199 milioni le donne che soffrono di diabete; due donne affette da diabete su cinque sono in età riproduttiva e pertanto si deve offrire loro la migliore condizione per poter affrontare una gravidanza. Inoltre, i figli di madri diabetiche possono andare incontro a sovrappeso e obesità, quindi essere a rischio di sviluppare il diabete tipo 2 anche in giovane età.
Per saperne di più http://www.giornatadeldiabete.it
lun 16 ottobre 2017
Antivirali per l'epatite C: un'arma efficace per due bersagli ?
L'infezione da virus dell'epatite C spesso è associata alla malattia diabetica e in più può peggiorare il controllo glicemico nelle persone affette da diabete.
Uno studio statunitense appena pubblicato dimostra come l'eradicazione di questa infezione con i farmaci antivirali ad azione diretta sia in grado di migliorare il controllo glicemico nei soggetti con diabete, in termini sia di riduzione della emoglobina glicata sia di necessità di terapia insulinica. Lo studio ha coinvolto 2435 soggetti con diabete sottoposti a terapia con farmaci anti-virus dell'epatite C ad azione diretta, senza interferone e ribavirina. Veniva effettuato il confronto tra i pazienti che ottenevano una risposta virologica sostenuta (sustained virologic response, SVR) e quelli non responsivi in termini di variazione sia dell'emoglobina glicata sia dell'uso di antidiabetici un anno prima e un anno dopo il trattamento antivirale. Nel gruppo di pazienti con emoglobina glicata > 7.2% (55 mmol/mol) si osservava una diminuzione significativa

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mar 03 ottobre 2017
Giocando …… si impara (anche da adulti)!
Una nuova forma di educazione online definita “apprendimento intervallato” si basa su due riconosciuti fenomeni psicologici, l’effetto di ripetere la stessa informazione a intervalli e la verifica successiva, che portano ad un apprendimento a lungo termine, generando anche cambiamenti del comportamento. Con queste premesse, un gruppo di ricercatori di Boston ha messo in evidenza i vantaggi nell’utilizzare un gioco online in persone con diabete tipo 2 in termini di riduzione dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c). Il gioco ha sfruttato un sistema automatico, che inviava ai partecipanti due domande a risposta multipla ogni martedì e giovedì via e-mail o applicazione per smartphone. La verifica era immediata, con la risposta completa accompagnata da una spiegazione dettagliata.

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mar 19 settembre 2017
Glicemie e gravidanza nel diabete tipo 1
Durante il Congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) tenutosi in questi giorni a Lisbona sono stati presentati i risultati dello studio CONCEPTT (continuous glucose monitoring in women with type 1 diabetes in pregnancy trial), uno studio internazionale disegnato con lo scopo di esaminare l’efficacia del monitoraggio continuo della glicemia (continuous glucose monitoring, CGM) sul controllo glicemico materno e sullo stato di salute dei neonati nel diabete tipo 1. Lo studio è stato anche pubblicato contemporaneamente su The Lancet: Feig DS e coll. 15 settembre 2017, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)32400-5.
Il diabete tipo 1 aumenta il rischio di complicanze in gravidanza ed è noto che il controllo glicemico durante il primo trimestre di gravidanza riduce sia le anomalie congenite sia la mortalità perinatale e che l’esposizione ridotta all’iperglicemia materna durante il secondo e il terzo trimestre è associata a minore incidenza di pre-eclampsia, nascite pre-termine, macrosomia, e ricoveri in unità di cure intensive neonatali.

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