lun 11 dicembre 2017
Rischio cardiovascolare e diabete
Ad oggi le malattie cardiovascolari, come l’infarto miocardio e l’arteriopatia agli arti inferiori, rappresentano la principale causa di invalidità e di morte nelle persone con diabete di tipo 2. Quante persone con diabete tipo 2 sono consapevoli di essere a rischio cardiovascolare? I risultati dell’indagine “Taking Diabetes to Heart”, presentati in questi giorni ad Abu Dhabi al Congresso dell’International Diabetes Federation, dicono che 1 su 3 degli intervistati si considera a basso rischio e che 1 su 6 non ha mai parlato di questo possibile problema con il medico di famiglia o con il proprio team diabetologico.
“Taking diabetes to Heart” è la prima indagine sul web che indaga su consapevolezza e conoscenza del rischio cardiovascolare tra le persone con diabete tipo 2 a livello mondiale. Finora hanno partecipato 943 persone di 32 diversi Paesi.

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lun 27 novembre 2017
Comandamento: mai saltare la prima colazione!
Della serie: siamo complicati ma molto interessanti! In ognuno di noi a livello ipotalamico, in corrispondenza dei nuclei sovrachiasmatici, esiste un vero e proprio orologio biologico, che governa ritmi di 24 ore, e che è a sua volta regolato da fattori con attività opposte, cioè inducenti o bloccanti la sequenza ritmica degli eventi biologici, che rispondono soprattutto al ciclo luce-buio. Anche nei tessuti periferici, come fegato, beta cellule pancreatiche, muscoli e tessuto adiposo, esistono degli orologi biologici simili, che rispondono alla periodicità dei pasti e alla loro composizione, coordinando le funzioni di digestione e di assorbimento dei principi nutrienti. Il gruppo di ricercatori capitanati da Daniela Jakubowicz ha studiato l’effetto acuto del consumo o meno della prima colazione

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mar 21 novembre 2017
Alzi la mano chi conosce la medicina traslazionale, futuro prossimo per la cura del diabete tipo 1
Che cosa vuol dire medicina traslazionale? Si tratta di una branca interdisciplinare del campo biomedico supportata da tre capisaldi "benchside, bedside, and community", ossia dal laboratorio, al letto del paziente, alla comunità.
Dalla medicina traslazionale arrivano dati promettenti, che in un futuro prossimo si potrebbero tradurre nella possibilità di curare il diabete tipo 1. E’ di questi giorni la pubblicazione su Science Translational Medicine dei risultati di una ricerca capitanata dal dottor Paolo Fiorina, a capo del Centro di ricerca pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School.
Di cosa si tratta? Di applicare la terapia genica per correggere un difetto nelle cellule staminali ematopoietiche in corso di diabete tipo 1. Il gruppo di ricercatori è riuscito a curare il diabete tipo 1 nel topo, utilizzando cellule staminali geneticamente corrette.

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lun 06 novembre 2017
Donne e diabete: il tema della giornata mondiale 2017 dedicata al diabete
In tutta Italia, in occasione della giornata mondiale del diabete, sono stati messi in calendario numerosi eventi dedicati al diabete non solo per il 14 novembre ma da oggi al 18 novembre. Il tema del 2017 è “le donne ed il diabete”, in particolare il diabete gestazionale. Nel mondo sono 199 milioni le donne che soffrono di diabete; due donne affette da diabete su cinque sono in età riproduttiva e pertanto si deve offrire loro la migliore condizione per poter affrontare una gravidanza. Inoltre, i figli di madri diabetiche possono andare incontro a sovrappeso e obesità, quindi essere a rischio di sviluppare il diabete tipo 2 anche in giovane età.
Per saperne di più http://www.giornatadeldiabete.it
lun 16 ottobre 2017
Antivirali per l'epatite C: un'arma efficace per due bersagli ?
L'infezione da virus dell'epatite C spesso è associata alla malattia diabetica e in più può peggiorare il controllo glicemico nelle persone affette da diabete.
Uno studio statunitense appena pubblicato dimostra come l'eradicazione di questa infezione con i farmaci antivirali ad azione diretta sia in grado di migliorare il controllo glicemico nei soggetti con diabete, in termini sia di riduzione della emoglobina glicata sia di necessità di terapia insulinica. Lo studio ha coinvolto 2435 soggetti con diabete sottoposti a terapia con farmaci anti-virus dell'epatite C ad azione diretta, senza interferone e ribavirina. Veniva effettuato il confronto tra i pazienti che ottenevano una risposta virologica sostenuta (sustained virologic response, SVR) e quelli non responsivi in termini di variazione sia dell'emoglobina glicata sia dell'uso di antidiabetici un anno prima e un anno dopo il trattamento antivirale. Nel gruppo di pazienti con emoglobina glicata > 7.2% (55 mmol/mol) si osservava una diminuzione significativa

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