gio 20 aprile 2017
Meno fluttuazioni glicemiche e maggiore flessibilità con insulina glargine 300 U/mL
L'obbiettivo del controllo glicemico nel diabete tipo 1 è di avere concentrazioni di glucosio stabili nelle 24 ore, con il minor numero di fluttuazioni possibili. Studi di farmacocinetica e di farmacodinamica hanno dimostrato che l'insulina glargine 300 U/mL determina un profilo più regolare e prolungato rispetto all'insulina glargine 100 U/mL. Uno studio recente, pubblicato nel numero di aprile di Diabetes Care, ha confrontato i risultati del monitoraggio glicemico continuo (CGM) in 59 adulti con diabete tipo 1 per confrontare glargine-300 rispetto a glargine-100 in termini di controllo glicemico, sicurezza, e tollerabilità.
Ecco i dati emersi dalla ricerca. La percentuale di tempo trascorsa in un range glicemico adeguato era sovrapponibile per le due insuline. La glicemia nelle ultime 4 ore delle 24 trascorse dopo l'iniezione era inferiore nel gruppo trattato con glargine-300 rispetto a quello trattato con glargine-100. I profili glicemici nel gruppo glargine-300 presentavano minori

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mar 11 aprile 2017
Lavorare di notte non aiuta …… il controllo glicemico
In questi giorni si è tenuto a Orlando negli USA il Congresso annuale della Endocrine Society. Hanno suscitato interesse i risultati di una ricerca tailandese, coordinata dal professor Sirimon Reutrakul, che ha messo in evidenza come i lavoratori con diabete tipo 2 che fanno il turno di notte abbiano un controllo glicemico peggiore rispetto a chi lavora di giorno e perfino a chi un lavoro non ce l’ha. Già pubblicazioni scientifiche più datate avevano rilevato che chi lavora di notte è più a rischio di sviluppare la malattia diabetica ma questi dati rendono la questione ancora più spinosa. Chi lavora di notte non riesce

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lun 27 marzo 2017
Un video utile: il tema è IL VIAGGIO
Guardate questo video realizzato da Claudio Pelizzeni dopo il suo giro del mondo senza aerei. Interessante e utile !

http://www.triptherapy.net/video/lo-zaino-di-un-viaggiatore-istruzioni-per-luso/
dom 19 marzo 2017
Le infezioni da Candida: riconoscerle per risolverle
Spesso le persone con diabete arrivano a evitare di discutere con il loro medico dei disturbi da infezione micotica, perchè ritengono che siano sintomi ricorrenti e difficili da debellare. Le infezioni micotiche più frequenti sono legate alla crescita fuori controllo di un fungo, che può essere presente sulla pelle o sulle mucose, noto come Candida albicans. Per esempio, i sintomi di un’infezione vaginale da Candida sono prurito, bruciore, e la presenza di secrezioni biancastre mentre i sintomi cutanei sono una zona di ipopigmentazione oppure un eritema pruriginoso alle pieghe inguinali o sottomammarie.
Uomini e donne diabetici a rischio sono soprattutto quelli con glicemie fuori controllo, perché sono proprio le concentrazioni di glucosio elevate nell’organismo che fanno da terreno favorevole allo sviluppo della Candida. Inoltre, alcune cellule del sistema immunitario, che sono coinvolte nei processi di difesa dall’infezione fungina, non sono così efficaci in queste situazioni; ad esempio, i granulociti neutrofili hanno difetti sia nelle attività di movimento sia nelle reazioni enzimatiche.

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dom 05 marzo 2017
Vantaggi dalla chirurgia bariatrica quando si ha il prediabete ?
Con il termine di prediabete si indica una condizione di alterata glicemia a digiuno (impaired fasting glucose, IFG) o di alterata tolleranza glucidica (impaired glucose tolerance, IGT), che viene sempre più considerata una condizione predisponente non solo al diabete mellito ma anche a complicanze microvascolari e macrovascolari, che possono essere diagnosticate precocemente in persone con IFG o IGT. Pochi giorni fa sono stati pubblicati su The Lancet i risultati di uno studio che ha valutato l’incidenza a lungo termine della malattia diabetica microvascolare in soggetti affetti da obesità e sottoposti a chirurgia bariatrica in relazione alla loro condizione di controllo glicemico prima dell’intervento. Lo studio tutto svedese, coordinato dalla professoressa Lena Carlsson, ha arruolato 4047 soggetti di età compresa tra 37 e 60 anni, tutti obesi, suddivisi a loro volta in due gruppi: il primo rappresentato da 2010 persone sottoposte a intervento di chirurgia bariatrica e il secondo composto da 2037 persone, che costituivano i controlli. Per tutti i soggetti erano disponibili i dati clinici e di laboratorio

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