IL CERVELLO NON HA BISOGNO SOLO DI ZUCCHERO MA ANCHE DI ACQUA

Ci sembra utile segnalarvi i risultati di uno studio recente, pubblicato su European Journal of Nutrition, che ha valutato la relazione tra capacità cognitive e grado di idratazione in soggetti “senior”. I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno valutato 1271 donne e 1235 uomini, di età uguale o superiore a 60 anni, sottoponendoli a prove di memoria, linguaggio e attenzione. I risultati di questi test sono stati correlati al consumo ideale di acqua (≥ 2 L al giorno per le donne; ≥ 2.5 L al giorno per gli uomini) e alla misurazione dell’osmolarità sierica, un indicatore del grado di idratazione dell’organismo.

I risultati hanno messo in evidenza che tra le donne – ma non tra gli uomini – la disidratazione è associata a punteggi inferiori nei test di misurazione delle capacità cognitive. La lettura di questi risultati solleva una questione molto importante: è la disidratazione la causa dei sintomi cerebrali oppure sono le persone con problemi cerebrali a ridurre il consumo di acqua? Ulteriori ricerche saranno necessarie per comprendere meglio sia gli effetti della disidratazione sulle capacità cognitive sia le differenze tra i sessi emerse in questa ricerca. Rimane però valido il consiglio che una persona in buona salute dovrebbe bere ogni giorno da 2 a 2.5 litri di acqua.

Bethancourt H.J. e coll. Eur. J. Nutr. DOI: 10.1007/s00394-019-02152-9

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