Misurare non solo BMI ma anche WC e WHR per avere una migliore valutazione del rischio cardiovascolare?
Utilizzare solo l’indice di massa corporea (body mass index, BMI) per valutare il rischio cardiovascolare può essere fuorviante.
Lo studio clinico pubblicato su JACC
È quanto emerge da uno studio pubblicato dal Journal of the American College of Cardiology (JACC) e condotto su 259.388 soggetti, prevalentemente negli Stati Uniti. I gruppi erano suddivisi considerando la circonferenza addominale (waist circumference, WC) e il rapporto vita-fianchi (waist hip ratio, WHR), insieme al BMI. Il limite superiore per WC era 88 cm per le donne e 102 cm per gli uomini. Il limite superiore per WHR era 0.85 per le donne e 0.90 per gli uomini. Per il BMI: normopeso da 18.5 a 24.9; sovrappeso da 25 a 29.9; obeso uguale o superiore a 30. Gli outcome considerati erano: primo infarto miocardico fatale e non, ictus fatale e non, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, malattie cardiovascolari in generale, mortalità per cardiopatia ischemica, mortalità per malattie cardiovascolari, mortalità per ogni causa.
Risultati
Tra I soggetti normopeso, il 5% aveva una WC superiore alla norma e il 18% un WHR elevato. Tra I soggetti sovrappeso, il 39% aveva una WC superiore alla norma e il 40% un WHR elevato. Viceversa, tra I soggetti obesi, il 9% aveva una WC inferiore alla norma e il 45% un WRH basso. Nei soggetti obesi il rischio cardiovascolare associato a una WC superiore alla norma o a un WHR elevato andava dal 13% al 49%, con una WC superiore alla media correlata maggiormente a insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale. L’associazione obesità-WC inferiore alla norma era caratterizzata da un rischio cardiovascolare simile all’associazione normopeso-WC inferiore alla norma, ad eccezione del rischio per mortalità per ogni causa. Altro dato interessante: nelle donne con obesità ma WHR basso il rischio cardiovascolare era elevato rispetto alle donne normopeso con WHR basso.
Conclusioni
La misurazione di WR e WHR permette una valutazione del rischio cardiovascolare più accurata anche in soggetti normopeso. Saranno necessari altri studi per capire se la sola riduzione dell’adiposità centrale rispetto al peso corporeo in toto è un obbiettivo importante per la riduzione del rischio cardiovascolare. Altri punti fondamentali saranno valutare le differenze tra i due sessi e correlare i dati con l’attività fisica, la dieta, e i rischi dal punto di vita genetico.
Fonti
Dardari ZA e cool. J Am Coll Cardiol 2026. DOI: 10.1016/j.jacc.2026.05.050
Patel KV, Thangada ND J Am Coll Cardiol 2026. DOI: 10.1016/j.jacc.2026.05.034
