UN ALTRO PASSO AVANTI NELLA GESTIONE DELLA STORIA CLINICA DEL DIABETE TIPO 1
Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune progressiva, che inizia molto prima della diagnosi clinica. Infatti, l’attacco del sistema immunitario alle cellule beta pancreatiche si ripete silenziosamente per anni. La ricerca si concentra sull’intercettare questa fase precoce per prevenire danni irreversibili.
Recentemente, la Food and Drug Administration (FDA) ha esteso l’uso del teplizumab, un anticorpo monoclonale che modula i linfociti T autoreattivi, anche ai bambini di un anno d’età nelle fasi iniziali della malattia (prima era solo dagli 8 anni d’età). Questo consente un intervento tempestivo nei soggetti più vulnerabili, ritardando in media di due anni l’esordio del diabete clinico, offrendo tempo senza insulina e una gestione meno gravosa per i piccoli pazienti.
Questa novità riflette una nuova visione: il diabete tipo 1 non è solo una patologia metabolica ma soprattutto immunologica, che può essere modulato nel suo decorso. Tuttavia, tutto ciò è possibile solo con screening precoci tramite la ricerca di autoanticorpi specifici, poiché senza diagnosi anticipata non si può prevenire la progressione della malattia.
Si tratta di un progresso concreto, risultato di decenni di ricerca, che avvicina a una medicina capace di cambiare la storia naturale del diabete tipo 1, intervenendo prima che i danni siano irreversibili.
Da: Diabetes Research Institute – Diabete tipo 1: la Food and Drug Administration apre all’intervento precoce anche nei bambini. https://dri.hsr.it/news/fda-teplizumab-bambini-diabete-tipo1/
