MA QUALI OBIETTIVI PER IL CONTROLLO DELLA PRESSIONE IN CASO DI DIABETE?
L’associazione diabete mellito e ipertensione arteriosa incrementa il rischio di eventi cardiovascolari ed è responsabile di un danno progressivo della funzione renale. Invertire la rotta è possibile, da un lato mantenendo un buon controllo glicemico, dall’altro riducendo i valori pressori attraverso un controllo sul consumo di sale con la dieta, insieme all’introduzione di farmaci antipertensivi.
Non è sempre facile ridurre la pressione in un soggetto con diabete, in particolare ridurre la pressione sistolica, determinata dalla ridotta distensibilità arteriosa, e spesso diventa necessario ricorrere ad un’associazione di farmaci. Ma quale obiettivo bisogna inseguire?
Una revisione che verrà pubblicata nel numero di marzo di Diabetologia cerca di fare chiarezza sulle differenze di obiettivi ottimali durante la terapia antipertensiva,
perché si possono individuare sia pro sia contro nel voler aderire a un approccio conservativo o a un approccio più aggressivo nella terapia dell’ipertensione arteriosa. Alcune linee guida raccomandano valori di pressione inferiori a 140/90 mmHg (sistolica/diastolica), mentre in altre vengono suggeriti valori vicini o inferiori a 130/80 mmHg.
Gli Autori della revisione di Diabetologia, basandosi sulle evidenze finora disponibili, suggeriscono che i valori da raggiungere per un efficace controllo pressorio devono essere inferiori a 140/90 mmHg e che valori intorno a 130/80 mmHg dovrebbero essere quelli consigliati. D’altra parte gli Autori sottolineano che dati a favore del raggiungimento di valori di pressione sistolica inferiori a 130 mmHg sono limitati e addirittura si rileva un impatto sfavorevole per valori pressori inferiori a 120 mmHg.
Da: Giuseppe Mancia, Guido Grassi, Diabetologia, 2018;61:517-525. https://doi.org/10.1007/s00125-017-4537-3